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Le notizie sulla vita del vescovo cui è dedicata la basilica non sono numerose. Pochissimo si conosce circa le sue origini: un manoscritto siriaco pubblicato nel 1930 autorizza a ritenere che egli fosse di origine latina e non greca, come invece dichiarato in una Vita del santo risalente al medioevo. Probabilmente tra il 446 e il 449 Abbondio fu eletto vescovo di Como e nel luglio 450 fu tra i quattro legati che papa Leone Magno inviò a Costantinopoli per presentare al patriarca e ai vescovi orientali il Tomus ad Flavianum. E’ uno scritto mirabile, per ispirazione biblica ed acutezza teologica, con il quale Leone Magno interveniva nelle complesse questioni dottrinali sulla figura di Cristo, affermando con chiarezza la sua integra umanità e la sua piena divinità, in reciproca comunione. Rientrato in Italia, dopo aver presentato il Tomus di Leone Magno anche ai vescovi convocati in sinodo a Milano nel 451, si dedicò al governo della diocesi di Como, impegnandosi soprattutto nella cristianizzazione del territorio. Dopo la sua morte, avvenuta nel 468 o nel 489, Abbondio fu sepolto nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, che già all’inizio del IX secolo risulta dedicata a lui: questo mutamento della dedicazione della chiesa paleocristiana è forse la spia più antica del solido legame che si instaurò tra il santo, l’episcopato di Como e, successivamente, il Comune cittadino che almeno dalla fine del XII secolo lo assunse come patrono.

Sant’Abbondio (presbiterio della basilica)

© Centro studi “Nicolò Rusca”
 Ufficio inventariazione beni culturali

 

Dal punto di vista iconografico, generalmente Abbondio è rappresentato come un vescovo, privo di elementi distintivi che non siano le insegne episcopali, ma spesso è stato raffigurato anche in relazione ad episodi della sua vita. Quello più diffuso riguarda il miracolo della resurrezione del figlio di un funzionario pagano poi convertitosi al cristianesimo, ma la fantasia degli artisti si è indirizzata anche alla sua nomina a vescovo di Como da parte del predecessore Amanzio ormai morente e al suo impegno nella confutazione dell’eresia.

Predicazione di sant’Abbondio dalla cattedra. Rogo dei libri eretici
(Duomo di Como, Ancona di Sant’Abbondio)

© Centro studi “Nicolò Rusca”
 Ufficio inventariazione beni culturali

Recentemente, sulla base di un privilegio imperiale del IX secolo concesso alla congregazione di sacerdoti e di chierici della Chiesa di Como che servivano sant’Abbondio e santa Pelagia, è stato ipotizzato che la basilica sia stata dedicata, almeno per un certo periodo, anche questa martire.


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